Questa fantastica canzone, musicalmente bellissima e di grande significato, diventata un video ancora più accattivante, parla di un'America che vuole ritrovare se stessa s stringersi attorno ai valori della Dichiarazione d'Indipendenza. Grazie a Rob per aver scoperto questa perla!
Un blog mi costringe ad annotare qualche pensiero, che altrimenti andrebbe disperso. Il nick "Walt" vale Walt Whitman, vale a dire l'autore della raccolta di poesie alla quale il nome del blog si richiama.
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07 giugno 2009
11 febbraio 2008
Colloqui americani
Durante la mia ultima prolungata permanenza all’estero ho avuto modo di parlare con parecchi americani “in carriera”, gente lanciatissima, relativamente giovane, dinamica. Naturalmente l’argomento erano le primarie. La cosa che più mi ha colpito è stata la scarsissima considerazione per la quasi totalità dei candidati. Direi che il clima politico non sembra molto diverso da quello italiano. L’unica eccezione è Obama, che tra i democrats furoreggia come un nuovo Kennedy. Un fenomeno interessante, come può esserlo quello di questi americani “wasp” che stravedono per un candidato di colore. Un segno, direi, di quanto le cose sono cambiate negli States in questi ultimi anni: qualcosa di impensabile fino a poco tempo fa l’accettazione piena, senza riserve, della possibilità di vedere un nero alla Casa Bianca. Ne sono rimasto affascinato.
Un’altra cosa che mi aveva colpito era la diffidenza per Rudy Giuliani. Quindi la sua clamorosa caduta, devo dire, non mi ha meravigliato più di tanto. Sia tra i filo-democratici che tra i filo-repubblicani era opinione abbastanza diffusa, per esempio, che Giuliani, in realtà, non volesse affatto correre veramente per la presidenza. Non ho capito bene da cosa traessero questa convinzione, ma l’idea era che il “Sindaco d’America” sapeva benissimo che i repubblicani “doc” non lo avrebbero sostenuto. In effetti le cose sono andate così, e forse qualcosa di vero, in quelle dietrologie, c’era.
Sarà poi un caso, ma non ho trovato nessuno che tifasse o almeno dimostrasse stima per Hillary. “E’ forte soltanto negli apparati del partito”, mi dicevano, ma alla gente non piace neanche un po’, e “non vale nemmeno la metà di suo marito” e cose del genere. Povera Hillary. E difatti gli ultimissimi risultati parlano di una disfatta.
McCain, tutto sommato, non dispiace. Nessuno stravede, ma non suscita neppure particolari ostilità. Tanto che, volendo azzardare una previsione, mi sa che è lui il grande favorito.
Un’ultima considerazione: se i risultati finora confermano le impressioni che avevo riportato dai miei colloqui quotidiani (qualche volta, d’accordo, davanti a un bicchiere di bourbon …), le mie letture, sia americane (i maggiori newspapers) che italiane (idem), non ci hanno azzeccato neanche un po’. Questo vorrà pur dire qualcosa. O no?
Un’altra cosa che mi aveva colpito era la diffidenza per Rudy Giuliani. Quindi la sua clamorosa caduta, devo dire, non mi ha meravigliato più di tanto. Sia tra i filo-democratici che tra i filo-repubblicani era opinione abbastanza diffusa, per esempio, che Giuliani, in realtà, non volesse affatto correre veramente per la presidenza. Non ho capito bene da cosa traessero questa convinzione, ma l’idea era che il “Sindaco d’America” sapeva benissimo che i repubblicani “doc” non lo avrebbero sostenuto. In effetti le cose sono andate così, e forse qualcosa di vero, in quelle dietrologie, c’era.
Sarà poi un caso, ma non ho trovato nessuno che tifasse o almeno dimostrasse stima per Hillary. “E’ forte soltanto negli apparati del partito”, mi dicevano, ma alla gente non piace neanche un po’, e “non vale nemmeno la metà di suo marito” e cose del genere. Povera Hillary. E difatti gli ultimissimi risultati parlano di una disfatta.
McCain, tutto sommato, non dispiace. Nessuno stravede, ma non suscita neppure particolari ostilità. Tanto che, volendo azzardare una previsione, mi sa che è lui il grande favorito.
Un’ultima considerazione: se i risultati finora confermano le impressioni che avevo riportato dai miei colloqui quotidiani (qualche volta, d’accordo, davanti a un bicchiere di bourbon …), le mie letture, sia americane (i maggiori newspapers) che italiane (idem), non ci hanno azzeccato neanche un po’. Questo vorrà pur dire qualcosa. O no?
13 settembre 2007
La sinistra americana
Il luogo comune che la sinistra americana sia qualcosa di incomparabile di fronte a quella, vecchia e sclerotica, del nostro paese. Qui un’ottima lettura.
10 novembre 2006
Una grande democrazia
Dice bene Roberto Piccoli su WRH: l'aricolo di Vittorio Zucconi sul voto americano è da conservare:
Martedì non ha vinto la sinistra, né perduto la destra. Ha vinto l'America moderata e pragmatica, quella che accetta, si emoziona, si mobilita, ma poi misura, pesa e licenzia in tronco.
E su Bush ecco un inatteso elogio:
È stato comunque ammirevole, il presidente Bush, a offrirsi ai giornalisti in diretta tv la mattina dopo la Little Big Horn repubblicana. Ha avuto coraggio e senso sportivo di fronte alla disfatta, perché Bush è americano, cresciuto nel culto della volontà popolare, non importa quanto risicato sia il margine, e ha vissuto in prima persona gli alti e bassi delle fortuna paterne, esaltato e poi sconfitto, nel 1991. "Sono stato varie volte in questo rodeo", ha sorriso con tono riflessivo e ironico (...).
Solo da una grande democrazia ci si può aspettare questo tipo di spettacolo. Concordo con Roberto: Grazie America è il commento migliore che si possa fare.
Martedì non ha vinto la sinistra, né perduto la destra. Ha vinto l'America moderata e pragmatica, quella che accetta, si emoziona, si mobilita, ma poi misura, pesa e licenzia in tronco.
E su Bush ecco un inatteso elogio:
È stato comunque ammirevole, il presidente Bush, a offrirsi ai giornalisti in diretta tv la mattina dopo la Little Big Horn repubblicana. Ha avuto coraggio e senso sportivo di fronte alla disfatta, perché Bush è americano, cresciuto nel culto della volontà popolare, non importa quanto risicato sia il margine, e ha vissuto in prima persona gli alti e bassi delle fortuna paterne, esaltato e poi sconfitto, nel 1991. "Sono stato varie volte in questo rodeo", ha sorriso con tono riflessivo e ironico (...).
Solo da una grande democrazia ci si può aspettare questo tipo di spettacolo. Concordo con Roberto: Grazie America è il commento migliore che si possa fare.
20 ottobre 2006
Sulla religione della Right Nation
Lo avevo chiamato in causa (vedi post precedente), ma non mi sarei mai aspettato di leggere una cosa "trasversale" per tutta risposta. Cosa vuol dire, nella fattispecie, "trasversale"? C'è solo un modo per scoprirlo: andare qui e poi fermarsi a riflettere un attimo. Dopo un po' ti accorgi che quella "trasversalità" è la risposta che andavi cercando, probabilmente l'unica sensata. Un grande post.
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