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17 maggio 2008

E ora che fatto outing ...

L’eco delle vicende italiche, ultimamente, mi è arrivata sporadicamente, a causa di un contesto piuttosto problematico dal punto di vista dei collegamenti (facevo la spola tra Cile e Argentina, e soprattutto tra posti dimenticati da Dio e dagli uomini). Quando potevo avere accesso all’ Internet, spesso fortunosamente, mi collegavo con il Corriere e, nella blogosfera, con il blog di Rob, che però stavolta è stato un po’ latitante per quel che riguarda l’Italia, essendosi buttato a capo fitto sull’inglese (e la cosa mi fa piacere per lui ma a me toglie una fonte di illuminazione non da poco, come lui sa bene, anche se probabilmente non gliene può importare di meno …).
Comunque, a parte la vittoria del Cavaliere, alla quale non ho potuto contribuire anche se ne avrei avuto l’intenzione, mi sono interessato poco. In questi giorni ho seguito il caso Travaglio, e la cosa non mi ha minimamente entusiasmato. Però ci ha pensato Filippo Facci (anche qui e qui) e quindi la mia disistima ha trovato uno sfogo più che degno.
Oggi leggo sul Corriere che il Travaglio ha fatto outing per dire che ha votato Di Pietro. Poi che Beppe Grillo gli ha aperto le porte del suo blog. Il quadro è così completo. Poi dice che uno sta troppo volentieri lontano dall’Italia. Per fortuna questa gente fa perdere le elezioni a chi è bene che le perda, e tanto mi basta e avanza.

05 ottobre 2007

Adesso Grillo fa l'anti-rom

Non c’è da sorprendersi, eppure fa un certo effetto leggere quel che Beppe Grillo ha da dire sui rom. Il link porta al sito di Repubblica, ma il materiale è tratto dal blog (di cui non sono un frequentatore, forse sbagliando, a questo punto, ma si sa che le cattive abitudini sono dure a morire).

PS
Dimenticavo: sui rom sono d’accordo, e non vedo come potrei non esserlo. Per non parlare dell’opinione che il comico-blogger si è fatto su Prodi. Devo cominciare a preoccuparmi?

24 settembre 2007

Avvenire scopre Grillo

L’impopolarità bipartisan della nostra classe politica, da cui scaturisce il fenomeno Grillo, non apparirebbe tanto maiuscola se l’Italia non fosse così clamorosamente migliore di chi la rappresenta.

Questa frase non la si legge sul blog di un fedelissimo seguace di Beppe Grillo, bensì sul quotidiano dei vescovi italiani. A me sembra un tantino esagerata: io avrei qualche dubbio al riguardo. Ma il resto dell'editoriale mi sembra che centri piuttiosto bene il nocciolo della questione. Del resto mi ero già espresso in proposito, condividendo questo tipo di analisi (qui ulteriormente approfondita e ampliata). Ad esempio mi sembrano molto interessanti e condivisibili queste considerazioni:

Il comico-tribuno è il catalizzatore di un pensiero fortemente critico nei confronti del sistema politico e questo orientamento preesisteva al V-Day. Grillo, grande animale da palcoscenico, l’ha fiutato, braccato, azzannato. Enfatizzato. La vera sorpresa di questi giorni - purtroppo, tardano ad avvedersene proprio i politici - è che i trecentomila e più che applaudono Grillo e i moltissimi cittadini che, pur non amando il comico, condividono la stessa inquietudine di fondo, sono i veri protagonisti di una commedia il cui finale è tutt’altro che scritto.Questo movimento d’opinione, infatti, non assomiglia tanto all’Uomo qualunque perché richiama piuttosto altri fenomeni tipici della stagnazione. L’odierna speranza degli italiani, diffusa quanto giustificatamente impaziente, che la politica abbia un sussulto assomiglia piuttosto a quella che proruppe nel primo referendum Segni. Oggi come allora, e dopo tante attese deluse, la sfiducia nella classe politica è alta, le invettive dei guitti altisonanti e la sordità del Palazzo preoccupante.

13 settembre 2007

E quanto all'antipolitica ...

Per quanto riguarda, invece, l’antipolitica, il Grillo-pensiero, ecc., su wrh c’è di che farsi un’idea (che condivido). E con questo posso finalmente dire che sono tornato per qualche settimana. A risentirci.